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L'intervento della Presidene del SIMI, Marisa Murgia, alla I conferenza europea delle isole Minori.
INSULAE 1^ Conferenza europea internazionale delle isole minori Buongiorno a tutti Ho l’onore e l’onere di rappresentare 49 istituzioni scolastiche di cui 44 autonome e 5 quali sedi staccate di istituzione scolastiche del continente ( Capraia, Ventotene, Giglio, Palmaria e Tremiti). E’ accattivante il tema di questa seconda sessione “Le sfide della cultura e della conoscenza” che passano necessariamente attraverso la scuola quale agenzia di formazione primaria. E le sfide, le scuole delle isole le vivono ogni giorno. Qui si è parlato di specificità dei territori isolani; di isolamento fisico e geografico, io aggiungerei isolamento intellettuale ma anche formativo e didattico aggravato dalla dispersione abbandono insuccesso scolastico calo demografico analfabetismo di ritorno. Le scuole delle isole vivono poi anomalie rispetto alle condizioni generali del territorio nazionale con una legislazione ed una normativa che poco conoscono della realtà dei centri insulari e trascura il fatto che la scuola è elemento centrale per il loro progresso. La scuola poi sente la necessita della valorizzazione delle risorse ambientali ( se ne è parlato ampiamente nei lavori ieri pomeriggio). Spesso nelle isole viene alienato parte del territorio ceduto ai forestieri ed il modello di sviluppo, in genere, è legato alla stagionalità; la monocultura del turismo balneare finisce per organizzare la vita dei cittadini in maniera diversa rispetto ai modelli di sviluppo che vedono il lavoro diluito su 12 mesi. Quando va bene, nelle isole, il lavoro è spalmato su 4/5 mesi. La scuola, prima di ogni altra istituzione ne avverte le criticità. Si profila una perdita di coesione sociale che caratterizzava i suoi paesi e garantiva ai suoi abitanti e ai visitatori il rispetto dei valori tradizionali propri delle comunità coese. Si segnalano casi di disagio economico, sociale e familiare impensabili sino a non molti anni fa, la scuola allora rappresenta davvero una opportunità forte di coesione, di prevenzione; diventa centro di aggregazione, di recupero, di stimolo e strumento sinergico di collegamento tra enti ed istituzioni. Le scuole nelle piccole isole sono davvero il termometro dei bisogni dell’utenza, in quest’ottica buona parte di esse sono state riconosciute tramite il ministero della pubblica istruzione e di fondi UE centri risorse. L’insularità come risorsa è un concetto condiviso con le realtà politiche isolane, ciò porta necessariamente alla condivisione del concetto che occorre investire in cultura per investire sulle nuove generazioni. C’è condivisione di intenti tra il Simi l’Ancim e con l’Anspi. Ritornando poi al concetto di insularità = risorsa noi operatori della scuola la chiamiamo isolanità. Puntiamo a garantire a chi vive in “periferia” le pari opportunità di istruzione e formazione che si raggiungono solo con il coinvolgimento di tutti i soggetti che afferiscono alla crescita umana e personale degli isolani. Occorre rivisitare allora il sistema di reclutamento del personale. Se le scuole devono per loro natura essere legate al territorio è necessario che il personale scolastico viva il territorio e lo conosca. Quando viene a stare nell’isola venga con la voglia di sentirsene parte ma occorre che abbia la possibilità di rimanerci. Nelle nostre scuole il precariato e la provvisorietà la fanno da padroni. Abbiamo invece bisogno di stabilità, di continuità didattica e dirigenziale perché un progetto educativo per dare risultati apprezzabili ha bisogno di tempi lunghi perché dia i suoi frutti. Non bisogna dimenticare che anche la scuola delle piccole isole, per fortuna, deve fare i conti con OCSE PISA. Ed allora le nostre scuole sono un bene ed una risorsa preziosa nella quale sperimentare innovazione didattica tecnologica e formativa, ma questo perché??? - perché facile da controllare - da monitorare, e…. quindi…da riproporre nel contesto nazionale. Ecco perché noi operatori scolastici puntiamo a fare dei nostri istituti - poli di eccellenza - scuole-laboratorio (che studiano e migliorano l’intervento formativo) - scuole candidate a diventare valore aggiunto per il territorio. Come scuole vorremmo essere considerati nuovo soggetto politico e interlocutori privilegiati a livello ministeriale che puntano alla realizzazione delle pari opportunità e alla pari dignità. In quest’ottica ci siamo candidati come esperti nella commissione ministeriale ai sensi del decreto n°17 del marzo ultimo scorso istituita dal Capo Dipartimento per l’istruzione per combattere la dispersione scolastica. Come consorzio Simi abbiamo un occhio di riguardo alle problematiche relative alle isole più piccole e lontane. Penso al frazionamento arcipelagico o alla microinsularità, alle difficoltà di collegamento con la terra ferma, allo scarso numero di allievi e alla conseguente realtà della pluriclasse, al blocco della crescita culturale della popolazione adulta che necessita di formazione permanente. Ma dove c’è scuola c’è vita, occorre che tutte le nostre scuole, nessuna elusa, siano dotate di strutture e infrastrutture necessarie alla formazione di docenti, allievi, genitori, drop-out in un’attività complessiva di riqualificazione e formazione delle risorse umane. Occorre che siano sostenute a livello centrale esperienze pilota che utilizzino le potenzialità delle nuove tecnologie per vincere l’isolamento, costruire e condividere collettivamente i saperi. Le numerose istituzioni scolastiche che rappresento costituiscono una sorta di territorio virtuale caratterizzato si da particolari piacevolezze del paesaggio ma anche da gravi ed evidenti problemi connessi con condizioni di isolamento che determinate realtà vengono vissuti come una forma di deprivazione sociale e culturale, Leganzo e Marittimo tanto per fare un esempio. Da queste considerazioni scaturisce la necessità di garantire agli alunni la possibilità di esercitare il diritto allo studio favorendo l’assunzione di docenti che spesso rifiutano l’incarico, quando è di breve durata. Come consorzio SIMI abbiamo chiesto al ministero che al personale della scuola venga riconosciuta la supervalutazione del punteggio maturato nelle piccole isole. Questa misura potrebbe evitare i problemi che hanno caratterizzato l’inizio di quest’anno scolastico che volge al termine. (penso a Carloforte nell’isola di San Pietro, a Pantelleria, a Lampedusa e nella stessa Elba). Per evitare utilizzazioni improprie di queste opportunità abbiamo chiesto che la supervalutazione venga riconosciuta per i giorni di effettivo servizio prestato. Il disagio causato dalla necessità di solcare il mare per raggiungere la sede di servizio comporta difficoltà legate alla spesa di viaggio e di soggiorno. Abbiamo chiesto che alle istituzioni che insistono sulle isole venga riconosciuto lo status di sede disagiata e agli operatori venga corrisposto un bonus di presenza che ridurrebbe le spese sostenute dai singoli ma porterebbe al contenimento delle assenze con ricaduta positiva sulla finanza pubblica. Il SIMI intende garantire agli studenti che concludono la scuola secondaria di primo grado la possibilità di frequentare la scuola secondaria superiore anche nelle isole nelle quali non sia presente questo grado di istruzione realizzando presso le istituzioni scolastiche presenti un presidio didattico a distanza presso il quale sia possibile seguire il regolare corso di studi in collegamento sincrono, in videoconferenza, mediante l’uso delle nuove tecnologie e con la presenza di un tutor. Tale opportunità consentirebbe ai ragazzi di esercitare il diritto che è anche un dovere all’istruzione nella fase dell’obbligo scolastico riducendo così il fenomeno dell’evasione volontaria. Come SIMI abbiamo chiesto anche che le azioni finanziate con i fondi strutturali europei a beneficio delle regioni dell’obbiettivo convergenza possano essere estese alle scuole che afferiscono al consorzio e che si trovano in altre regioni vedi l’arcipelago toscano. E’ chiaro che l’estensione del beneficio è da intendersi alle sole azioni formative. Occorre poi garantire opportunità di formazione e istruzione post secondaria tali da favorire l’imprenditorialità giovanile raggiungendo così l’obbiettivo della permanenza delle isole dei nostri giovani garantendo la realizzazione dell’articolo quinto della nostra costituzione ed il pieno rispetto dei regolamenti attuativi della legge di riforma 53. Infine e concludo la naturale proiezione dei territori microinsulari verso il mediterraneo richiede un dialogo fittissimo con gli altri paesi europei e quelli del nord Africa. Il consorzio SIMI da la propria disponibilità a realizzare esperienze pilota con queste altre realtà territoriali. Grazie dell’attenzione Un ringraziamento speciale alla regione Toscana ed uno particolare all’ANCIM nella persona della sua presidente la Dottoressa Schezzini per l’attenzione che riserva al mondo della scuola |